Venerdì, 15 Dicembre 2017 15:21

LE TOGO INTERVISTE: #6 THANK U FOR SMOKING

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L’applicazione della realtà virtuale nel settore musicale è un trend nascente che sta riscuotendo un notevole successo tra il pubblico e gli esperti di settore. Poter assistere a un concerto come se si fosse in prima fila è un’esperienza che non ci aspettavamo di poter vivere fino a poco tempo fa e che ora è possibile grazie alla realtà virtuale. In diretta o no, non c’è alcuna differenza, l’importante è poter stare sotto il palco mentre il nostro gruppo preferito suona e godersi lo spettacolo a 360°.

Oggi intervistiamo i Thank U For Smoking, un gruppo musicale noise post-rock nato nel 2009 e formato da tre elementi: Aurora Atzeni, chitarra e voce, Valerio Marras, chitarra ed effetti, e Matteo Mereu, batteria. I TUFS vantano diverse importanti collaborazioni e sono al loro terzo album, “Yomi”, che li ha portati in tour lo scorso Maggio nel Nord Europa.

VR e interviste

 

Fotografia e post produzione di Fabrizio Aiana

Cosa propongono precisamente i TUFS?

Ogni anno cerchiamo di utilizzare nuovi mezzi per potenziare il nostro prodotto musicale e la sua comunicabilità. È da due anni circa che abbiamo integrato nel nostro team Claudio Spanu che ci fa da VJ e Light Designer, con cui abbiamo una collaborazione fissa. Lo scorso anno, in tour, ci siamo mossi con una scenografia in 4:3 su schermo bianco che veniva manipolata in real time, quest'anno ci siamo mossi invece con un videomapping indoor.

Qual è orientativamente il vostro target di pubblico?

Il pubblico dei TUFS è composto soprattutto da persone tra i 20 e di 40 anni. Non suonando qualcosa di diffuso su larga scala chi ama questo tipo di musica solitamente viene apposta al concerto, raramente ci si trova per caso. Di conseguenza, nei nostri live, la connessione con il pubblico è il fattore principale.

In che modo la virtual reality potrebbe esservi utile nel concreto?

Per noi sarebbe decisamente una novità e sarebbe interessante ovviamente sperimentarla una volta anche solo per esperienza personale per capire dove questo pazzo mondo tecnologico ci sta portando anche se, in tutta sincerità, il messaggio musico/visivo dei TUFS non potrebbe basarsi esclusivamente su questa tecnologia.

yomi tufs

L'album "Yomi" dei TUFS

Se fosse possibile, vi piacerebbe utilizzare la VR per un video musicale o, perché no, per un live?

Ci piace immaginare la VR più come uno strumento di documentazione e una sorta di approfondimento del concerto stesso che una svolta nella fruizione del live. Sicuramente per noi usarlo una volta come esperimento, per esempio in un video musicale, potrebbe essere qualcosa di innovativo e di nuovo. Valorizzerebbe sicuramente una location naturale, creerebbe un contatto molto più reale con chi guarda. Ma anche per un live a cui non si è potuto essere presenti per eccessive distanze, l’immedesimarsi nella situazione a 360 gradi, con una visione completa della location.

Come vedete il legame tra la realtà virtuale e il mondo della musica?

Già da tanto si parla di VR e musica, credo che le persone non vedano l’ora di vivere esperienze spettacolari nel salotto di casa. Un concerto però è molto di più: è condivisione uditiva, tattile ed olfattiva. Purtroppo con le nuove tecnologie si sta perdendo la condivisione dell’essere, il contatto umano e l’esperienza al di fuori dello schermo, per cui a parer nostro la VR dovrebbe inserirsi più come supporto e che come sostitutivo.

 

Alla prossima TOGO intervista!

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