Venerdì, 15 Dicembre 2017 15:57

BRAND NAMING: CHE COSA SIGNIFICA TOGO360?

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Il brand naming è un aspetto fondamentale per le aziende, spesso può bastare un nome giusto o sbagliato per diventare famosi e trendy o rimanere degli indimenticati puntini in un oceano. Occorrono studi e verifiche, approfondimenti e, perchè no, un po' di sana ironia.

I giochi di parole, spesso, sono molto efficaci perchè stimolano la curiosità e, per questo motivo, favoriscono il ricordo di quel determinato brand e dei suoi prodotti e servizi. Al giorno d'oggi tutto questo risulta ancora più importante perchè la concorrenza è altissima in ogni campo e la vendita non include solo ciò che si produce ma tutta una serie di aspetti altrettanto rilevanti del brand che portano a un engagement col proprio pubblico: la filosofia, l'etica, la mission e - last but not least - il nome.

 
Per questi motivi abbiamo deciso di spiegarvi che cosa significa TOGO360, perchè ce lo chiedete in tanti e perchè, in effetti, è un nome che ha una storia ben precisa che merita di essere raccontata. La questione che affronteremo oggi è proprio filologica: vi spiegheremo da dove nasce esattamente la parola “togo”. In termini storici, linguistici e semiotici, precisamente e nei minimi dettagli.
 
In effetti, si tratta più che altro di una leggenda, che non ha esattamente un riscontro storico e anzi, pare sia stata smentita. In altre parole, la storia fa acqua da ogni parte, però, è talmente romanzata che vogliamo raccontarvela. E poi non esiste un riscontro più valido. Falso per falso, almeno raccontiamo la versione accattivante.
 
 
Togo Heihachiro
 
Fonte: Wikipedia
 

Annus Domini 1920
Nel porto di Cagliari sbarca in visita la flotta giapponese, al comando Heihachiro Togo, figlio di samurai e vincitore della battaglia di Tsushima durante la guerra russo-giapponese del 1904-05.
All'epoca uno dei comandanti forse più famosi e temuti.

Grazie alla sua intelligenza tattica, alla sua maestria militare e alla sua competenza bellicosa riuscì ad infliggere all'impero Russo una sconfitta epocale. In base ai resoconti, pare si sia trattato di un colpo di…fortuna! Perché i nemici russi, anziché attenersi agli ordini, cominciarono a navigare un po' a caso -tanto i nemici son giapponesi con le macchine fotografiche- annullando la segretezza che la missione richiedeva. L'ammiraglio Togo e la sua flotta, distrussero più della metà delle navi nemiche, subendo pochissimi danni e qualche sverniciatura alle chiglie, oltre che un leggero mal di mare.

TOGO Samurai

 

 

L'ammiraglio giapponese, sbarcato a Cagliari, resta in città diversi giorni, ogni volta che lascia la sua abitazione lo fa nei modi che gli competono: lustrato e agghindato. Chiunque lo vede rimane colpito dalla sua eleganza e dal portamento. Una città fondamentalmente rurale, non può che prendere come riferimento un personaggio importante proveniente da un paese lontanissimo, esotico e vagheggiato.

In seguito si inizia a dire: “Ma ti credi Togo?!” a chi si veste elegantemente o anche: “mì Togo” a chi cerca di impreziosire la propria immagine, inizialmente in modo scherzoso. Questo costume si diffonde a tal punto che la parola “togo” diventa sinonimo di “bello”, “eccelso”, “insuperabile” o altri aggettivi di questo tipo.

In realtà non sappiamo e, forse, non sapremo mai da dove proviene filologicamente la parola “togo” ma, al momento, questo è l'aneddoto più romantico che abbiamo.

Per noi di TOGO360 tanto basta.

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Letto 319 volte Ultima modifica il Venerdì, 12 Gennaio 2018 09:51
 

 

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