Venerdì, 15 Dicembre 2017 15:35

REALTÁ VIRTUALE: COME È NATA QUESTA TECNOLOGIA?

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La reaItà virtuale è un fenomeno tecnologico che ha preso piede in maniera dilagante negli ultimi anni ma forse non tutti sanno che si basa su studi e applicazioni iniziati quasi due secoli fa. Curiosamente, infatti,i visori per la realtà virtuale si basano su una tecnica fotografica molto antica: come spesso accade, la tecnologia del presente è una replica di un'invenzione molto meno recente.

Come abbiamo visto nei precedenti articoli, esistono diverse tipologie di visori per la realtà virtuale ma tutti sfruttano esattamente lo stesso principio. La tecnica di riferimento è detta stereoscopia (o stereofotografia) e consente di creare e visualizzare immagini con un effetto illusoriamente tridimensionale.

Questa tecnica deriva dalla naturale visione binoculare tipica dell'essere umano. La visione binoculare è il principale mezzo utilizzato dal cervello per la gestione della profondità visiva e inizia dalla somma del campo visivo monoculare, quando entrambi gli occhi trasmettono singolarmente la stessa immagine al cervello c'è una sovrapposizione dell'area visiva che consente al cervello di elaborare profondità e spazialità del mondo circostante.

 

Stereoscopia

Immagine tratta da https://it.wikipedia.org/

Lo stereoscopio o visore stereoscopico nasce nel 1832, consentendo una visione tridimensionale di fotografie o disegni tramite l'ausilio di lenti o specchi, con lo stesso procedimento della visione binoculare, il cervello elabora una coppia di immagini piane trasformandola in un'unica immagine tridimensionale. Questo strumento ha avuto un'evoluzione nella storia che ha prodotto diversi modelli sempre più funzionali e innovativi, fino alla produzione dei più attuali visori per realtà virtuale in cui la medesima tecnologia viene utilizzata non più con disegni o immagini tangibili ma con immagini digitali di vario tipo.

Ogni visore per la realtà virtuale utilizza delle lenti biconvesse per modificare i raggi di luce che permettono all'occhio umano di vedere e altera il punto focale, fondamentalmente è lo stesso procedimento utilizzato per occhiali da vista e lenti a contatto e per tutte le lenti in generale.

 

Attualmente, come abbiamo visto, i principali modelli richiedono un dispositivo esterno, come uno smartphone o una console, ad esempio, per funzionare correttamente. Il motivo di fondo è che una delle caratteristiche principali della realtà virtuale, per essere percepita come “reale” è la latenza, ovvero il ritardo del movimento visivo rispetto ai movimenti della testa o del corpo. La latenza è un indicatore di qualità: più è bassa, migliore sarà l'esperienza dell'utente, viceversa, più il ritardo è elevato, maggiore sarà la percezione che si stia vedendo qualcosa di non reale, di artefatto.

Per questo motivo i visori per realtà virtuale sono ancora strettamente dipendenti da altri dispositivi, la tecnologia degli smartphone è più avanzata rispetto a quella dei visori. Eppure il punto di svolta è a brevissima distanza.

 

Visore realta virtuale

É prevista una nuova generazione di visori AIO ovvero - all-in-one - che comprendono uno schermo con sistema operativo Android integrato che funziona come uno smartphone. Alcuni di questi modelli sono già usciti ma i migliori sono in fase di produzione. Il prossimo futuro prevede la distribuzione di visori AIO con sensori a infrarossi capaci di integrare nella realtà virtuale oggetti circostanti o parti del corpo come mani o viso, consentendo un'esperienza ancora più realistica.

Quindi, la realtà virtuale è una tecnica vecchia di due secoli in grado di condizionare e dar vita ai sistemi tecnologici del presente, ma cos’altro ci riserverà per il futuro? Noi non vediamo l’ora di conoscere tutte le novità, sicuri che ci lasceranno ancora una volta a bocca aperta!

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Letto 849 volte Ultima modifica il Venerdì, 12 Gennaio 2018 11:55