Venerdì, 15 Dicembre 2017 15:32

LE TOGO INTERVISTE: #9 MANU INVISIBLE

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Nuovo appuntamento con la realtà virtuale, siamo giunti a una nuova esperienza e a una nuova intervista nella quale affronteremo il tema della tecnologia unita all’affascinante mondo dell’arte. Negli ultimi tempi il legame tra la virtual reality e i progetti culturali e artistici si è rafforzato, amplificando il valore emozionale delle esperienze e mostrando un innovativo punto di vista sulle opere.

Oggi intervistiamo Manu Invisible, artista che attualmente lavora a Milano, specializzato nella street art e nel muralismo, che ci porterà la sua opinione sull’accostamento tra queste particolari forme d’arte e la virtual reality. Manu Invisible ha alle spalle un lungo percorso di sperimentazione e ricerca stilistica nel quale i messaggi di interesse sociale hanno sempre avuto un ruolo da protagonisti. Ha partecipato a numerosi progetti in ambito nazionale e internazionale senza mai tralasciare l’elemento portante della sua arte: la passione.

 

Manu Invisible 2

Foto tratta da www.manuinvisible.com

Manu, a quale progetto artistico stai lavorando al momento? 

In questo momento ho tanti progetti in ballo, a breve tornerò di nuovo a Bristol per partecipare all’upfest 2017, nel 2018 uscirà “Scripta Manent” il documentario che affronta il mio percorso artistico soffermandosi nella fase di realizzazione dei lavori sulle strade a scorrimento veloce. Ho anche diversi progetti istituzionali.

Quali sono i messaggi che vuoi trasmettere al pubblico tramite i tuoi lavori? 

Attraverso parole, per lo più desuete, cerco di far risvegliare l’animo dei passanti con significati universali che possano far riflettere e in cui ogni singola persona si possa rispecchiare.

Ci troviamo in un momento storico nel quale la tecnologia viene utilizzata in ogni ambito, pensi che la realtà virtuale possa fungere da portavoce per questi stessi messaggi?

Assolutamente sì, la realtà virtuale può, assieme alle sette arti, veicolare gli stessi tipi di messaggi, affrontandone in maniera esaustiva il significato.

Penso inoltre che possa diventare l’ottava arte subito dopo il cinema.

Sul tuo sito è possibile visionare le tue opere, pensi che l’integrazione della VR possa essere d’aiuto per coinvolgere maggiormente gli spettatori e per consentire un’immersione che abbia un impatto sulle emozioni?

Sì assolutamente, ho già pensato in passato di sviluppare una visione digitale delle mie opere, in cui gli spettatori potessero visitare anche il contesto circostante, elemento fondamentale in un opera d’arte come un murale, un’opera di street art o un graffito.

 

Assidua ricerca

Foto tratta da www.manuinvisible.com

 

Durante la tua carriera, ti è mai capitato che ti proponessero un progetto che abbinasse la street art alla virtual reality? Oppure, avevi mai pensato a questa possibilità tenendo conto del fatto che l’arte debba essere vissuta in prima persona?

Sì, sembra quasi una coincidenza, sto lavorando proprio a un progetto di realtà aumentata che possa rendere interattivi i murales e le opere di street art, all’interno di un progetto artistico di riqualificazione urbana, da me concepito. 

Ringraziamo Manu Invisible per la disponibilità e alla prossima TOGO intervista!

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